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Matematica politica

Resto sempre più basito di fronte ai quotidiani botta e risposta tra maggioranza ed opposizione nei vari comuni del nostro comprensorio e più in generale dello stato della politica locale e nazionale. Ci si dovrebbe occupare di risolvere problemi o quantomeno (dato che manca la materia prima ovvero il denaro) arginarli. Invece ci si consuma in lotte intestine, in una guerra che ai più sembra incomprensibile: nei nostri paesi da 4000-5000 abitanti, dove ci si conosce tutti, dunque perchè le 15 persone che siedono nei vari consigli comunali non riescono a mettere davanti a tutto gli interessi dei cittadini (che poi altro non sono che i loro parenti, i loro amici ed i loro conoscenti)?

Un anno fa di questi tempi eravamo in piena campagna elettorale ed i comizi, accesi nei toni, infiammavano le piazze.

Ricordo di aver seguito numerosi comizi nei vari comuni in cui si votava. Una sera mi capitò di seguirne uno in compagnia di una coppia di amici “forestieri”, residenti in uno dei comuni della periferia di milano, uno di quelli da 25000-30000 abitanti fatto di tanti palazzoni uno in fila all’altro.

Ad un certo punto mi chiesero: “Ma questa è la lista di centro destra o di centro sinistra?”. Provai a spiegare che si trattava di liste civiche che contenevano un pò di tutto ma li vedevo perplessi… “Da noi mica esistono i comizi, tappezzano la città di manifesti grandi e piccoli, si votano i partiti e le coalizioni, centro-destra, lega, centro sinistra, ed i candidati sono per lo più sconosciuti… insomma è un pò come avviene per le elezioni politiche.”

Erano incuriositi e si divertivano da matti a sentire chi dal palco faceva promesse elettorali strampalate e lanciava accuse o provocazioni agli avversari. Mi dicevano “è bellissimo, troppo divertente! Da noi mica si vedono queste cose…”.

Ad un anno di distanza quel clima di ressa purtroppo continua in diversi comuni. La cosa che fa pensare però è che lo scontro non si consuma solo nelle aule consiliari, ma sono gli interi paesi ad essere divisi in due fazioni, esattamente a metà: colpisce il fatto che con chiunque si parli, questo ha sempre un’opinione, o di qua o di là, o per questo o per quello. Tutti pronti a difendere fino in fondo la propria parte politica: ma perchè? Perchè non si riesce ad essere obiettivi? Perchè nessuno riesce a dire che il bene del paese e dei cittadini è totalmente dimenticato da Sindaci,Assessori e Consiglieri?

Per capirlo bisogna fermarsi a ragionare: come nasce una lista? chi sono i candidati? come vengono scelti?

Per provare a vincere le elezioni in uno dei nostri comuni bisogna seguire poche semplici regole.

Intanto la vita politica dei nostri paesi è in mano a poche persone che decidono un pò per tutti.

La prima cosa da fare è trovare un buon candidato sindaco: il top in genere è un medico. Perchè? Se è un medico della mutua, i suoi circa 1000 assisisti e familiari sono un buon bacino di partenza.

Trovato il medico (in genere si trova, ma se non ci fosse nessuno disponibile si può cercare tra gli avvocati) si passa alla fase di costruzione della lista: costruzione perchè si parla di calcolo, di matematica, è un fatto meramente scientifico.

Perchè? Praticamente si procede così: supponiamo un paese con 3000 elettori, un’affluenza del 75% per cui i votanti ipotetici sarebbero 2250.
Togliamo 50 tra schede bianche e nulle: restano 2200 voti validi.
Per vincere (con 2 liste) servono la metà più uno dei voti per cui 1101 voti.
La lista deve essere formata da 15 candidati
Questo significa che per arrivare a 1101 voti ogni candidato deve valere in media 74/75 voti. il che comporta che per un candidato da 100 voti, ne basta un altro da 50 per restare in media.

Tante conoscenze o tanti parenti
Come si racimolano 75 voti? Per prima cosa tra i parenti… per cui se si fa parte di una famiglia numerosa ci sono grandi probabilità di essere candidati.
Nota bene: in certi casi avere una famiglia molto numerosa può rappresentare un boomerang: perchè? se la lista A candida Tizio che ha un potenziale ad esempio di 150 voti (il doppio del necessario) la lista B chi “Caio” candida? O trova uno che ha lo stesso potenziale, altrimenti si cerca di portare dalla propria parte un cugino o uno zio che sparigli la famiglia! (così nascono “i sciarri”).

Esauriti i candidati con tanti parenti, si passa ad imprenditori o liberi professionisti (tanti clienti) ed infine ad altri personaggi (tanti amici).

Alla fine nelle urne che succede? Dei 75 voti (medi) preventivati ne arrivano 65-70 sicuri: c’è la parentela, c’è il rispetto… per cui diciamo 68×15 si arriva 1020
Chi sono questi 1020? Sono quelli che hanno sempre un’opinione, sono quelli che difendono a spada tratta una sola parte, quelli che non riuscirebbero mai a criticare la propria parte (come si fa? c’è la parentela, c’è il rispetto…).
Per arrivare ai 1101 ne mancano 81? Chi sono costoro? Sono quelli che sfuggono alla logica matematica, alla parentela e al rispetto ovvero sono quei 160 non preventivati che (81 da una parte, 79 dall’altra) fanno pendere la bilancia di qui o di là.

In tutto questo la politica dov’è? Io non l’ho ancora capito, ma ho capito che una volta in consiglio non c’è molto da fare, bisogna solo stare attenti a quando il presidente dice “Votiamo” e tirare su il braccio a seconda se chiama i favorevoli ed i contrari. Ma soprattutto è importante litigare con l’altra parte, far capire agli elettori di essere sempre nel giusto anche e soprattutto perchè dopo 5 anni si rivota e c’è da conservare la poltrona.

Scritto il giu 11, 22:02 da Roberto Scala

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